Che la mia breve carriera da regista fosse ormai esaurita era chiaro. Purtroppo un aneurisma cerebrale mi impedisce di passare il tempo a frequentare vernissage artistici, prestare una cura maniacale al mio aspetto ed al numero dei miei contatti, creare gruppi su me stesso in Facebook o andare per qualsiasi motivo a Roma o Milano.
Nella mia mente il regista era uno che lavorava a un'idea, tramutava le parole in immagini, viveva 6 mesi all'anno su un set, dirigeva gli attori, passava gli altri 6 mesi dell'anno in una stanza buia a montare col suo fido Mac.
Non potevo sospettare che invece si tratta di barcamenarsi fra il rifiutare offerte di girare filmini matrimoniali, competere con quindicenni che sono alfabetizzati solo nel campo dell'informatica, frequentare notissime puttane dell'alta borghesia (poche delle quali effettivamente donne) e non appartenere ad alcuna categoria professionale e lavorare sostanzialmente come psicoterapeuta per omosessuali cinquantenni che vivono in case di lusso alle pareti della quali tengono appese gigantografie di quando avevano diciannove anni e per un certo periodo sono stati esteticamente attraenti. Foto artistiche di loro sul palco con una bella luce a pioggia, come quelle nella stanza di Ornella Muti nel film "Un povero ricco". Eppure, inspiegabilmente, alcuni di loro si scopano le attrici.
Il problema sta nel fatto che io sono e resto un misantropo, condizione che mi rende incompatibile con i lavori a base sociale. Tipo, appunto, il regista.
Scemo che sono stato, a non ascoltare il mio primo istinto. E non parlo di quello che a tredici anni mi spingeva a voler imparare le lingue straniere, parlo di qualcosa che è venuto prima.
Parlo del rapporto con gli animali. Gli animali sono perfetti e non fanno nulla di male, nulla che mi irriti, nulla che mi faccia venire voglia di ucciderli.
Tutto sto casino, ed avevo semplicemente sbagliato una vocale: io sono un cinofilo, non un cinefilo. Era così semplice.
Ho iniziato a studiare per diventare un educatore - no, non un addestratore come quello scemo di Massimo Perla, non un torturatore come quell'infame di Cesar Milan, non un fake del cazzo come la Bonaccorti coi cesti di cuccioli da salvare.
Un educatore, uno che studia comunicazione non verbale, approccio cognitivo, metodi pedagogici.
Uno che si incazza quando vede su youtube bulldog con gli occhiali da sole, gatti che suonano il pianoforte, furetti che fumano, pastori tedeschi che "parlano" e pappagalli che ti mandano a fanculo (sebbene quella sia l'unica cosa giusta).
Da oggi non chiedetemi più come funziona la vostra telecamerina di merda, perché sarò impegnato a studiare come state rovinando il vostro animale domestico: in questo modo avrò una ragione concreta per schifarvi, ma con la prospettiva di fare del bene almeno ad un povero animale.
Molto meglio che lavorare a cortometraggi di merda a beneficio dei chiattilli.
"Esaminandolo con cura e discutendo con lui, mi sembrò che quest'uomo apparisse sapiente a molti altri e soprattutto a se stesso, ma non lo fosse. Perciò cercai di dimostrargli che si riteneva sapiente, ma non lo era. E così diventai odioso a lui e a molti dei presenti. Ma, andandomene, pensai fra me e me: sono più sapiente di questa persona; forse nessuno dei due sa nulla di buono, ma lui pensa di sapere qualcosa senza sapere nulla, mentre io non credo di sapere ciò che non so." - Socrate
28 novembre 2010
Da cinefilo a cinofilo
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e tra enologo ed etologo cosa scegli???Betta
RispondiElimina@ Betta: un etologo che ama il buon vino :)
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